La lingua portoghese: breve storia, le origini, dove si parla (parte 2)

Bandiera Portoghese

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Il portoghese europeo
Non si sa con certezza in quale misura la lingua portoghese europea sia  stata influenzata, nella sua evoluzione, dal fenomeno dell’espansione marittima (oltre ai vocaboli esotici ha accolto un numero considerevole di arabismi, a causa dei contatti con l’Oriente ed il Nordafrica).

Continua il movimento di regolarizzazione delle strutture grammaticali che venivano dalla lingua  portoghese medioevale; la lingua della corte (si intenda: di Lisbona) è presentata dai grammatici come standard linguistico, la lingua dei grandi scrittori (Camões, per es.) acquisisce una proiezione esemplare, il lessico si arricchisce con l’importazione del latino e del greco, direttamente o tramite il castigliano.

È nel corso del XVII secolo che si generalizza in Portogallo, un fenomeno di elevazione delle vocali chiuse e e o in posizione protonica che passano ad essere pronunciate rispettivamente come e muto [@] e come [u] e che, attualmente, arrivano addirittura a scomparire.

Probabilmente questa elevazione ha radici medioevali; infatti era già accaduto con la –o in posizione finale. Ma, quando si generalizza nel regno, si era già radicata in Brasile una varietà precedente a questa evoluzione, motivo per il quale alcune parole come metodologia hanno una pronuncia diversa in Portogallo e in Brasile, essendo questo ultimo il più conservatore. È in questo stesso secolo che la –s in posizione finale acquisisce la sua attuale pronuncia palatale, che sembra essere stata portata in Brasile dalla corte di D. João VI, influenzando però, appena il dialetto della capitale.

Dopo ciò, il suono della lingua  portoghese europea non ha sofferto significative alterazioni, oltre alla tendenza, probabilmente non tanto moderna come sembra, di articolare debolmente le vocali atone, con effetti sulla struttura delle sillabe e la chiusura dei vocaboli.

Il portoghese extra-europeo
Al di fuori dell’Europa, la lingua portoghese ha seguito due strade diverse:

  1. Ancora nel XVI secolo, si è radicato con dialetti trapiantati dal Portogallo in territori come il Brasile e l’India con sviluppi propri, con grande autonomia rispetto alla varietà europea, arrivando ai giorni nostri con piena vitalità nel primo caso e in stato di reliquia nel secondo;
  2. Lungo il litorale africano e asiatico, si è associato a lingue locali producendo pidgins e creoli, possibilmente secondo una matrice unica (un protocreolo portoghese) che spiegherebbe le somiglianze tra lingue che non hanno mai avuto contatti. Questo processo generò, con risultati moderni, la situazione linguistica del Capo Verde, Guinea-Bissau, São Tomé e di certe aree dell’indico.

Questo processo di creolizzazione occorse anche in Brasile, ma una massiccia immigrazione europea, costante, a partire dal XVI secolo fino al XX secolo, a fatto si che dominasse il primo tipo. Lo stesso accade con Angola e Mozambico, con l’immigrazione dei secoli XIX e XX.


Dove si parla la lingua portoghese?

Con una piccola eccezione – costituita dal territorio del Portogallo continentale ed insulare (e dalle comunità emigranti in Francia, Canada, Stati Uniti, ecc.) – la lingua portoghese è parlata nelle zone comprese tra le due linee tropicali:

Tra il tropico del Cancro e l’Equatore, si trovano Capo Verde, Guinea, Goa e Macau.

In queste regioni, il portoghese è parlato da una parte più europeizzata della popolazione, a pari merito di altre lingue, come i creoli africani, il concanim (dialetto del marata) ed il cantonese (lingua del sud della Cina).

In quella zona si trovano anche Diu e Damão, dove la manutenzione del portoghese non è assicurata; ma i creoli che si svilupparono seguiranno un processo di sviluppo analogo a quello che occorse in Sri Lanka ed a Malaka.

Dall’altra parte del mondo, nella Guyana Olandese, la provincia del Suriname ospita un’altra reliquia del passato coloniale: il papiamento.

Tra l’Equatore ed il tropico del Capricorno, il panorama è molto più ampio e più complesso.

A São Tomé, portoghese e creoli convivono in modo similare a quello di Capo Verde, mentre a Timor un portoghese di impianto relativamente recente non ha avuto ancora tempo di creolizzarsi.

Accanto a queste piccole unità linguistiche, si trovano i più grandi spazi lusoparlanti del mondo:

  1. Il Brasile, paese di ridotta varietà dialettale, dove nessun’altra lingua fa concorrenza a quella portoghese come veicolo di comunicazione nazionale o regionale (mentre negli Stati Uniti l’inglese divide questa funzione con il castigliano ed in Canada con il francese). Il portoghese è diventato la lingua dominante in Brasile a causa della Legge del Direttorio, promulgata dal Marchese de Pombal nel 1757, durante il regno di D. João VI.
  2. Angola e Mozambico, dove il portoghese spartisce la sua influenza con numerose lingue nazionali ed è parlato come lingua materna da una parte non maggioritaria della popolazione. In questi due grandi paesi, la sua importanza e le sue prospettive future provengono dal ruolo di lingua amministrativa, culturale e di insegnamento, come lingua di rapporto internazionale e, soprattutto, come lingua di rapporto interetnico (ruolo che in Guinea-Bissau, per esempio, spetta al creolo).


Fasi dell’evoluzione della lingua portoghese

Nell’evoluzione della lingua portoghese, si distinguono tre fasi:

  • Fase Preistorica: inizia con le origini della lingua e arriva al IX secolo. Tra il V ed il IX secolo abbiamo ciò che normalmente si chiama romanzo lusitano. Nel corso di questo periodo troviamo unicamente documenti in Latino Volgare.
  • Fase Protostorica: va dal IX al XIII secolo. In questa fase si trovano già, nei documenti redatti in latino barbaro (il Latino dei notai del Medioevo), parole ed espressioni originarie dei romanzi locali, tra i quali quello che diede origine al Portoghese. Da cui si deduce che la lingua già era parlata ma non scritta.
  • Fase Storica: inizia nel XII secolo e arriva ai giorni nostri.


Geografia del Portoghese e dei Creoli di Base Portoghese

Delle circa settemila lingue conosciute nel mondo e delle duecentoventicinque dell’Europa, il Portoghese, originario dal latino volgare lusitano, è nato nella vecchia Gallaecia romana, si diffuse sui due terzi del pianeta dai portoghesi, con le scoperte, è oggi parlato da oltre 200 milioni di persone sparse per i cinque continenti, è la seconda lingua romanza del mondo, la terza europea più parlata nel pianeta, la sesta con il maggior numero di parlanti e la quinta con il maggior numero di paesi che l’hanno assunta come lingua ufficiale.

Il Portoghese, che è già stata lingua franca, è oggi una lingua colta di dimensioni internazionali e intercontinentali, parlata nei cinque continenti e – come aveva predestinato Fernando Pessoa – è una delle poche lingue potenzialmente universali del XXI secolo.

È lingua madre degli abitanti del Portogallo e del Brasile e di una significativa parte delle popolazioni dell’Angola, Mozambico, Capo Verde, Guinea-Bissau, São Tomé e Príncipe e Timor Lorosae, paesi che l’hanno accolta come lingua ufficiale.

Il Portoghese è anche parlato negli antichi territori di Goa e Macau. Come lingua madre o seconda, è parlata dai membri delle varie comunità di emigranti, con un numero significativo in Europa (Francia, Germania e Lussemburgo), Nordamerica (Canada e Stati Uniti), Sudamerica (Venezuela) e Africa (Sudafrica) per un totale di circa quattromilioni e mezzo di parlanti. Il Portoghese è la quarta lingua più utilizzata in Internet e la seconda nella “blogosfera”.

In un altro quadro di studi linguistici si può considerare che la lingua portoghese appartenga a una delle otto grandi famiglie di lingue del mondo, la famiglia indo-europea, proveniente dai tempi antecedenti la scritta, che comprende più di 200 lingue che vanno dalle lingue latine, alle germaniche, dalle slave a quelle del nord dell’India.

Oltre a questi dati, c’è ancora da considerare l’esistenza di creoli di base lessicale portoghese, risultanti dal contatto del Portoghese con altre lingue dell’India, dell’Asia Orientale, dell’America Centrale e del Sud, dell’Africa e, al di fuori dei paesi che hanno adottato il Portoghese come lingua ufficiale: il Fa d’Ambu, nella Guinea Equatoriale, il Bioco delle Isole dell’Anno Buono e Fernando Pó e creoli dell’Alta Guinea (Casamansa), quelli dell’India (Diu, Damão, Bombai, Korlai, Quilom, Cananor, Tellicherry, Cochim e Vaipim e della Costa del Coromandel e del Bengala), quelli dello Sri Lanka, l’antico Ceylon (Trincomalee e Batticaloa, Mannar e zona del Puttallam), quelli della Malaysia (Malaka, Kuala Lumpur e Singapore) e quelli di alcune isole dell’Indonesia (Java, Flores, Ternate, Ambom, Macassar), notti col nome di Malayo-portoghesi e, finalmente, i creoli Cino-portoghesi (Macau e Hong-Kong), senza dimenticare i creoli papiamento di Curaçau, Aruba e Bonaire, nelle Antille ed il Saramacano del Suriname.

portoghese

LEGENDA

Paesi o territori dove si parla la lingua portoghese come lingua madre e/o lingua ufficiale
1- Creoli dell’Alta Guinea.
2- Creoli del Golfo della Guinea.
3- Creoli Indo-portoghesi.
4- Creoli Malayo-portoghesi.
5- Creoli Cino-portoghesi.
6- Creoli del Brasile.

Questo articolo è stato scritto dal nostro traduttore di fiducia ( al quale vanno i nostri ringraziamenti) che vive in Portogallo e collabora attivamente da circa 11 anni con il  Centro Lingue Global Communications.
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Centro Lingue Global Communications

Questo articolo ha un commento

  1. Marika

    Complimenti per l’articolo; se non avete nulla in contrario, prenderò spunto dal questo accurato excursus sulla storia della lingua portoghese per scrivere l’introduzione del mio post – molto più ridotto -, ovviamente citando la fonte.

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